
La cittadina di Castel di Sangro, comune dell’Abruzzo aquilano, sorge sulle sponde dell’omonimo fiume Sangro, nell’alta valle sangrina. Situata fra i territori dei parchi naturali, quello Nazionale d’Abruzzo e quello Nazionale della Maiella, seppur non facendovi parte, ne conserva una incontaminata bellezza.
Cittadina di antichissime origini, nei secoli assunse un’importanza strategica per il controllo del corso dell’alto e medio Sangro; fu meta di passaggio per gli antichi pellegrinaggi e per le vie commerciali che da sempre collegarono l’Abruzzo con la Campania e la Puglia.
L'attuale abitato era il sito dell'antica
Aufidena, roccaforte sannita, poi romana. I numerosi reperti hanno dimostrato l’esistenza, in epoca romana, di una potente
stazio caratterizzata da una propria organizzazione amministrativa e sociale, dotata di un senato autonomo, di un foro, di un complesso termale e di strutture utilizzate per i giochi in onore dell’imperatore Augusto. I Romani favorirono l’ascesa economica e commerciale di Castel di Sangro, potenziando la precedente città sannitica ed elevandola al ruolo di
municipium.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, una nuova civiltà fondò, in prossimità delle sorgenti dello Zittola, la diocesi di
Aufidena, simbolo di una cristianità nascente. Ma la primitiva sede episcopale, menzionata nei documenti come Chiesa di Santa Maria
in duas Basilicas Iuxta fluvium Sangro, in breve tempo venne distrutta dalle ripetute invasioni barbariche. Nel IX secolo, il cenobio fu donato ai Benedettini dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, che successivamente lo cedettero in enfiteusi, insieme a tutti i loro possedimenti “in Sangro”, ad alcuni signorotti provenienti dal territorio di Valva.
Nei primi dell’XI secolo, prepotentemente si inserirono i figli di un tal Borrello, che riuscirono in breve tempo ad impadronirsi di tutti quei territori che precedentemente erano stati sottratti all’Abbazia Volturnense. A questa famiglia apparteneva Oderisio, il quale, dopo aver assunto il titolo di Conte e dopo aver mutato il nome del casato in quello dei “di Sangro”, nel 1050 si fece erigere, sull’antica rocca
aufidenate, un castello che la stessa natura del luogo rendeva imprendibile e dal quale poteva dominare l’intera vallata in una posizione strategica tra i territori dei Marsi, di Valva e di Molise. Da allora l’insediamento circostante assunse la denominazione di
Castrum Sari.