“Accanto all’acqua del Sangro è una bellissima terra chiamata Castel di Sangro, o di Sanguine, piena di varie arti, ma specialmente di maestra di coltella, ed opre di ferro; il che fanno si egregiamente, che i lavori loro di ferro vagliono più e sono più belli che fussero d’argento…”
così il Liberatore descrisse le arti dei laboriosi sangrini che, alla fatica nei campi, allargavano la fascia operaia a fabbri e maniscalchi.
L’opera artigiana, a Castel di Sangro, si sviluppò sempre virtuosa e tenace. Sin dai remotissimi tempi si fabbricarano vasi e piatti dai colori vivaci, cesti di vimini intrecciati a mano, tappeti dai delicati ricami, utensili forti e luccicanti; lavorati in piccolissime botteghe e laboratori, che seppero dare vita a opere di qualità, pezzi unici, manufatti di valore inestimabile, richiesti e apprezzati in tutto il circondario.
Un ulteriore ricchezza per l’economia castellana fu il tratturo Lucera-Castel di Sangro: uno dei più antichi della Dogana di Foggia. Per tale importanza era stata istituita in Castel di Sangro, presso il Convento della Maddalena, una pubblica dogana per il controllo degli animali interessati alla transumanza ed il controllo delle merci. Ai tratturi si legarono numerose attività artigianali che trovarono la loro diffusione nelle fiere locali; quest’ultime erano famose in tutto il meridione d'Italia per le genti che vi confluivano, tanto da istituirne ben quattro l'anno.
Ulteriore elemento di ricordo è nella toponomastica locale: in quella che oggi viene identificata come via Concerie si conciavano il cuoio e le pelli, mentre in via Faenzera e Pinciaria sorgevano due fabbriche di laterizi. La vivacità castellana toccò ogni campo dell’economia tanto da poter vantare numerose e svariate maestranze. Pregevoli furono anche le attività alimentari, come le eccellenti confetture ricordate nel privilegio di Carlo III, le rinomate fabbriche di maccheroni, i numerosi mulini che a loro volta erano fiancheggiati da gualchiere e tiratoi. Il tutto anticipò la golosa pasticceria locale che di tanta genuinità ne fece ricercatezza e tradizione.